
ARTICOLO PUBBLICATO DAL QUOTIDIANO L'ATTACCO DI SABATO 7 FEBBRAIO 2009
Sarà inaugurata questa sera alle ore 17,30 la mostra personale di Vito Capone presso la Galleria della Fondazione Siniscalco Ceci in via Arpi 152 a Foggia.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo con testo del critico d´arte Pietro Marino che rimarra´ a disposizione dei visitatori per l’intero svolgimento della mostra.
Vito Capone nasce a Roma nel 1935 da genitori salentini e compie gli studi artistici a Napoli. Ha insegnato Tecniche Pittoriche presso l´Accademia di Belle Arti di Foggia, di cui e´ stato direttore dal 1988 al 1991. Vive e lavora in questa citta´ con studio nel centro storico. Le sue opere figurano in enti pubblici, musei e collezioni private in Italia e all´estero.
Sono suoi i "libri" che campaggiano su una parete della Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, acquisiti dalla Provincia nel 1998. È l´ispiratore e l´animatore di TraCarte, un evento giunto alle soglie della quinta edizione che raccoglie artisti della carta di tutto il mondo, di cui la Fondazione detiene il marchio. "Una manifestazione - come ricorda il presidente della Fondazione Francesco Andretta - che, grazie soprattutto al supporto entusiasta e sapiente di Capone, a sua volta fuoriesce ormai dall´ambito localistico e porta la nostra citta´ all´attenzione della intera comunita´ artistica internazionale". Molto suggestiva la mostra “Scipta Manent” nel torrione angioino di Lucera.
Importante anche l’esperienza sarda ad Ulassai (NU) per l’inaugurazione della Fondazione Stazione dell’arte di Maria Lai con la rassegna “I figli di Maria”/il ritorno della figura”.
Vito Capone presenta in questa mostra un insieme di opere che costituiscono il nucleo essenziale di una ricerca che, partita dagli inizi degli anni ´80, continua ancora oggi.
Abbandonata la pittura alla fine degli anni ´70, Capone rivolge l´attenzione ai materiali: carte, tele di lino, di canapa, materiali di recupero, legni. Ed e´ proprio indagando sulle piu´ recondite trame della carta che ottiene i risultati della prima fase della sua ricerca.
Continuera´ in seguito ad utilizzare sempre ed esclusivamente questo materiale, producendolo da sé. Comincera´ a riciclare carta straccia e, alla polpa ottenuta, unira´ elementi naturali come foglie, erbe, giunchi, pigmenti naturali.
Questo procedimento lo portera´ alla realizzazione di carte incise, scavate, traforate, ai libri complessi e tormentati, ai pendents, ai pannelli, ai rotuli, ecc.
L’artista ha affermato:"Ho provato interesse per i materiali: carte, tele, legni, materiali di recupero, alla fine degli anni '70. Allora mi sembro´ di aver concluso con la pittura e il colore, e indagare sulle trame nascoste della carta, materiale antico e nobile, testimone e protagonista di gran parte della storia dell´ uomo con una particolare tecnica di "scavo", mi procuro´ subito delle forti emozioni. Ancora oggi, dopo tanti anni, continuo ad essere affascinato dall´essenza di questa materia e via via che procedo con il lavoro, scopro sempre nuove possibilita´ espressive".
La carta è per Vito Capone un materiale eletto che plasma con fare da artigiano, esprimendosi attraverso le trame della pastosità del mezzo cartaceo. L’artista usa meno le parole che invece “banalmente” vi si potrebbero apporre, in processo creativo davvero originale. Le elaborazioni cartacee di Capone sfruttano la fragilità della carta e portano con loro anni ed anni di storia dell’artista e del proprio vissuto.
I libri di Capone accrescono la propria potenza espressiva con il passare degli anni, le trame indecifrabili che campeggiano sulla loro superficie li rendono misteriosi e desiderosi al tatto.
Le opere dell’artista foggiano in questo trentennio hanno fatto storia riscuotendo grossi successi di critica e ponendosi come fari per molti altri artisti che in modo molto palese hanno tratto “ispirazione” da Capone.
La mostra sarà visitabile fino al 21 febbraio in orario di galleria.



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